Quando la dignità viene tolta, l’univa via è la rivolta _ Riflessioni sul presidio

“Fino a quando gli immigrati annegano nei nostri mari oppure si accontentano di raccontare storie lacrimevoli e commoventi, il buon padrone bianco sente il dovere di indignarsi e magari di protestare. Ma non appena essi mostreranno di prendere l’iniziativa senza chiedere il permesso, ben pochi saranno disposti a seguirli.”

Da ‘Evasioni e Rivolte’ _ Emilio Quadrelli.

Mercoledì 13 gennaio a Padova è stato indetto un presidio davanti alla Prefettura, in solidarietà con i lavoratori immigrati di Rosarno. La presenza di qualche centinaio di persone ha poi permesso di svolgere un corteo attraverso le piazze della città.

Come collettivo abbiamo deciso di partecipare e scendere in piazza al fianco degli immigrati presenti, degli altri collettivi di studenti e non, di lavoratori italiani e di chiunque fosse presente.
Eravamo presenti con uno striscione “Quando la dignità viene tolta, l’unica via è la rivolta”.
Abbiamo deciso di partecipare, non perché guidati da sentimenti di pietismo o perché legati empaticamente con i ribelli di Rosarno ne perché, anche i veneti sono emigrati e sono stati trattati male e quindi noi dobbiamo ora capire le sofferenze di questi immigrati in Italia.

La questione è alla radice, perché c’è immigrazione, perché gli immigrati vengono sfruttati, perché questo fenomeno di ribellione, che non è il primo ne sarà l’ultimo si è verificato? La risposta a questi interrogativi è da ricercare nella causa di tutto questo. In un sistema economico e sociale basato sullo sfruttamento di manodopera a bassissimo costo, sfruttata e schiavizzata nei paesi occidentali, derubata delle risorse, bombardata e sottomessa dagli stessi occidentali nei loro paesi. Quindi il problema non risiede nell’immigrazione, ma di chi specula e sfrutta l’immigrazione, il problema sono i partiti italiani che non sanno e non vogliono affrontare la situazione, il problema è questa crisi che necessariamente mette in difficoltà le classi più povere e che vengono sobillate e divise da chi il potere intende mantenerlo, che sia l’’ndrangheta in Calabria, che mette cittadini contro immigrati, che sia la Lega Nord qui, che siano i partiti di governo e opposizione da Roma. Abbiamo visto la presenza in quel presidio di un partito istituzionale che pochi giorni fa vendeva le arance a basso costo in piazza per sostenere i lavoratori metalmeccanici, chissà se si sono chiesti da dove venivano quelle arance, chissà se si sono chiesti chi e come le aveva raccolte. Aiutare i lavoratori italiani sul sudore di quelli immigrati, non è una via percorribile.

L’ipocrisia ci circonda, il falso buonismo anche, dobbiamo avere la lucidità per capire sempre che la vera causa dei problemi risiede in chi il potere ce l’ha e non in chi chiede una vita dignitosa dove i diritti sono reali e non belle parole al vento, di chi sfrutta e non di chi chiede condizioni di lavoro umane e una retribuzione giusta.

Quindi noi diciamo che l’assistenzialismo fine a se stesso non serve, non basta gridare slogan durante un corteo o un presidio, a nulla serve indignarsi, l’unica via è l’impegno quotidiano concreto nella lotta al sistema dominante per la creazione di una società più giusta.

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