1 maggio autorganizzato studenti-lavoratori

Quello che segue è il comunicato con i contenuti dell’intervento che abbiamo fatto al presidio autorganizzato studenti-lavoratori in piazza delle erbe a Padova nella giornata del 1 maggio.

Il motivo che ci ha spinti come studenti universitari a essere qui oggi è la volontà di ricreare una coesione nella lotta tra studenti e lavoratori in primis, che così in passato come oggi ha dimostrato e dimostra essere l’unica pratica vincente per far fronte agli attacchi del governo e di confindustria nei confronti di tutti noi. Crediamo che l’unità della lotta sia necessaria in quanto l’origine dei problemi che ci spingono a lottare è la medesima, infatti se da un lato in fabbrica e sui posti di lavoro in generale la volontà dei padroni è quella di aumentare lo sfruttamento e la ricattabilità dei lavoratori, dall’altro è proprio nelle università e nelle scuole che si studia e si organizza, sia a livello ideologico che pratico, come rendere possibile ed efficiente questo sfruttamento. Il ruolo dell’università oggi è quello di essere un mezzo della classe dominante per fare selezione di classe, questa selezione avviene nel formare: da un lato la futura classe dirigente del paese, classe dominante che possiederà tutto il potere politico e i mezzi di produzione, proveniente dalle università di elitè come la bocconi di Milano, da dove proviene infatti lo stesso Mario Monti che oggi progetta e attua la nuova riforma del lavoro; dall’altro un’ estesa mano d’opera abituata già al precariato, alla flessibilità, alla mobilità e in generale a sapersi adattare a qualsiasi richiesta, anche le più meschine. Infatti sempre più studenti, spinti dal continuo aumento delle rette universitarie, dal costo sempre più alto dei servizi (mense) e della sempre minore erogazione di borse di studio, sono costretti ad accettare ogni sorta di lavoro per potersi permettere gli studi e la vita fuori sede. Inoltre l’università nella società capitalista prepara anche ideologicamente questa futura mano d’opera ricattabile, sostituendo la formazione di individui con capacità critica a quella dei tecnici specializzati, capaci solo di risolvere i problemi che gli vengono posti ma del tutto incapaci di domandarsi il perché proprio questo tipo di problemi gli vengono posti. Alla luce di questa critica abbiamo deciso di intraprendere un percorso assieme a lavoratori tramite una serie di assemblee autorganizzate  che permettessero il confronto diretto e tramite una pratica condivisa portata avanti nelle piazze, in fabbrica e in università. Vogliamo che quanto abbiamo fatto sia un primo passo nella creazione di un unico fronte di lotta che sappia riconoscersi come classe oppressa in questa società, non influenzata quindi da tutte quelle divisioni che vengono create ad hoc  dalla classe dominante e promosse dai mezzi di informazione principali che ci vogliono divisi tra lavoratori e studenti, tra pubblici e privati, tra operai stessi o tra lavoratori italiani e immigrati. Siccome dall’alto chi ha il potere politico di decidere le cose lega sempre tutti questi ambiti l’uno con l’altro considerandoli un unico bacino da sfruttare, anche noi allora dobbiamo iniziare a unirci e costituire un solo fronte per poter difenderci e rompere questo sfruttamento.

 

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